Siamo noi forse alla vigilia della più mostruosa trasformazione della Terra intera e del tempo dello spazio storico-temporale cui essa è legata? Siamo forse alla vigilia di una notte che prelude a un nuovo mattino? Si sta materializzando solo ora questo crepuscolo della Terra? Questo Occidente [Abend-Land] diverrà – al di sopra dell'"Occidente" [Occident] e dell'"Oriente" e attraverso ciò che è europeo – il luogo della storia (Geschichte) futura più originariamente conforme al destino [geschickt]? Possiamo già dirci occidentali nel senso rivelato dal nostro passaggio attraverso la notte del mondo? A che ci servono le filosofie della storia costruite con criteri storiografici, quando esse non fanno che abbagliarci con la raccolta sinottica di dati storiografici, pretendendo di spiegare la storia senza mai pensare i fondamenti dei suoi principi esplicativi a partire dall'essenza della storia e questa a sua volta, a partire dall'essere stesso? Siamo noi veramente quegli ultimogeniti che siamo? O siamo anche nel nostro tempo i precorritori dell'alba di tutt'altra età del mondo che ha lasciato dietro di sé tutte le odierne rappresentazioni storiografiche della storia?

Martin Heidegger, Sentieri interrotti