Il parlare a vanvera è l'espressione di discorsi lunghi e sconclusionati e il chiacchierone è uno capace di andarsi a sedere accanto ad uno sconosciuto e di cominciare a sciorinargli il panegirico della propria moglie. Poi gli racconta ciò che ha visto in sogno quella notte, poi passa in rassegna particolareggiata ciò che ha mangiato a pranzo. E poi, avviandosi, comincia a dire quanto siano peggiorati gli uomini moderni rispetto a quelli di prima, quanto sia calato di prezzo l'orzo sul mercato, quanti stranieri ci siano in città, e che il mare comincia ad essere navigabile dopo le feste Dionisie. E che se Giove facesse piovere un po' di più, sarebbe un gran bene per il raccolto. E che l'anno dopo si prenderà un campicello, che la vita è dura, che Damippo aveva portato la fiaccola più grossa alla feste dei Misteri, e quante colonne ci sono all'Odeon. E ancora «Ieri ho dovuto prendere l'emetico», «ma oggi che giorno è?», e che la festa dei Misteri è nel mese di Boedromione (settembre-ottobre), le Apaturie nel mese di Pianepsione (ottobre-novembre), le Dionisie campestri nel mese di Poseidone (dicembre- gennaio). E se uno gli rimane vicino, non lo molla più. 

Teofrasto, I caratteri (IV secolo a.C.)